Boris Lehman

Album Boris Lehman

SABATO 02 NOVEMBRE 2019

Chi sono? Chi siamo? Quale storia portiamo sulla pelle ed è racchiusa nei nostri archivi personali? L’utopia di Boris Lehman, il “tentativo di descriversi” con le immagini, è lunga oltre mezzo secolo.

 

L’uomo che fin dall’adolescenza ogni giorno filma e fotografa, ha realizzato circa 500 film e scattato oltre 300.000 fotografie, ritraendo se stesso, le persone incontrate, les choses della memoria, con le riprese di un’ultima (s)cena e persino del suo funerale (ricordiamoci sempre che è un artista belga). Di origini ebraiche polacche, nato nel 1944 in Svizzera dove i suoi si erano rifugiati (e dove lui tornerà per filmare il luogo della sua nascita), Lehman ha lavorato con Henri Storck, Chantal Ackerman e il gruppo teatrale Antonin Artaud, ma soprattutto ha realizzato “film personali”, intimi, ironici, surreali nei diversi formati (8mm e Super8 sono conservati da Home Movies che orgogliosamente ne sta curando il restauro). Omaggiato da festival e musei, arriva a Bologna portando un programma che condensa in pochi titoli di diversa durata l’ossessione di un progetto artistico e archivistico a dir poco eccezionale.

 

A cura di Clizia Centorrino, Mirco Santi e Paolo Simoni.

SABATO 2 NOVEMBRE ore 18.00 | Proiezione in pellicola

Album 1 (1974, Super8)

Filmo e sono filmato. Ho concepito questo film nel 1974 per il primo festival nazionale del film super 8. Gli organizzatori avevano chiesto a qualche professionista di girare un film in questo formato riservato agli amatori. Molti avevano rifiutato. Io no. Con una ventina di cartucce, ho realizzato un film di un’ora, praticamente senza scarti.
Il principio del film era il seguente. Dato che il regolamento del festival vietava agli amatori di presentare dei film di famiglia e dei film di vacanze, e che a me tutto era permesso, ho pensato di farne uno. E dato che si parlava molto di democratizzazione del cinema grazie al super 8, ho pensato di fare partecipare altre persone alla realizzazione del film. Ho filmato e mi sono fatto filmare da 150 persone, amici e altri, visitati da loro o incontrati per la strada durante i mesi di luglio e agosto 1974, a Bruxelles e nei dintorni (B.L.)

 

 

SABATO 2 NOVEMBRE ore 21:30 | Proiezione in pellicola

À la recherche du lieu de ma naissance (1990, 16mm, 75’)

Boris Lehman ritorna a Losanna dove è nato, il 3 marzo 1944. Vi ritorna 44 anni più tardi, dopo aver vissuto lì il suo primo anno. I genitori, in quanto ebrei, fuggirono dalla Polonia con l’avvento del nazismo e si rifugiarono in Belgio. Dovettero fuggire ancora una volta durante l’occupazione tedesca, e attraversare clandestinamente la Francia per raggiungere la Svizzera, paese neutrale. Boris non ha nessun ricordo di tutto ciò. I suoi genitori sono morti, i testimoni sono scomparsi. Munito soltanto di qualche documento e fotografia trovati nel fondo di una cassa dei ricordi, deambula per Losanna, cercando qualche traccia del suo passaggio, della sua storia, riunendo in qualche modo le prove della sua esistenza. Ma la città tace e resta straniera al regista. Dagli incontri nascono delle storie, che conducono il regista a evocare il tema della sua nascita, legato indissolubilmente al lago Léman che porta il suo nome, a parte una lettera mancante.

 

Domenica 3 novembre – ore 11.00 | Proiezione pellicola

Muet comme une carpe (1987, 16mm, 38’)
«Nei nostri vivai, nei vostri stagni, / Carpe, quanto vivete a lungo. / La morte forse vi dimentica, / Pesci della melanconia» (Guillaume Apollinaire) 

Dallo stagno al piatto, il tragitto e il destino di una carpa. Sarà mangiata farcita durante un banchetto festivo. La carpa farcita «alla polacca», chiamata in yiddish «Gefilte Fish» è un piatto tradizionale tra gli ebrei ashkenaziti. Si prepara dolce e va servita fredda all’inizio del pasto. La testa del pesce si riserva al capofamiglia. 

Girato a Bruxelles, nella ricorrenza del Capodanno ebraico (Rosh haShana), il film mostra dettagliatamente i preparativi culinari, come il rituale e le preghiere che li accompagnano, mettendo l’accento sul sacrificio del pesce e la morte concentrazionaria.

 

La dernière (s)cène ou l’évangile selon Saint-Boris (1995, 16mm, 14’)
I dialoghi sono tratti dal Vangelo secondo Giovanni. 

Gli apostoli sono quasi tutti cineasti, amici (e discepoli) di Boris Lehman venuti a recitare davanti all’ultima casa-atelier d’artista rimasta in piedi di fronte ai nuovi edifici del Parlamento europeo. Il ruolo di Giuda è interpretato da Claudio Pazienza e Boris Lehman incarna il Cristo. La messinscena si ispira all’affresco di Leonardo da Vinci nel convento di Santa Maria delle Grazie, a Milano. Il film è stato girato in qualche ora, una domenica mattina davanti ad una scenografia incredibile, quasi hollywoodiana, in una strada completamente rasa al suolo dagli imprenditori edili, poco prima dell’arrivo della polizia. 

 

Choses qui me rattachent aux êtres (2010, 16mm, 15’)
Il film si presenta come un inventario alla Prévert. Il suo titolo si ispira a Note del guanciale della scrittrice giapponese Sei Shōnagon che fu nella prima metà dell’XI secolo dama di compagnia al servizio dell’imperatrice Teishi. Si pensa ovviamente a Georges Perec, scrittore maggiore del gruppo OuLiPo, ma anche al Dada o al Fluxus. Le immagini e le parole si intrecciano come in una poesia. Dal famoso «questa non è una pipa» di René Magritte, si sa bene che le evidenze sono fallaci, che le parole, come le immagini, possono essere deviate dalla loro funzione primaria. Si tratterebbe qui d’inventare l’oggetto attraverso l’immagine e la parola, filmandola. Atto di creazione, ma anche di designazione, come Dio fece all’inizio con il Cielo e la Terra, con Adamo e Eva. Presentare alla camera oggetti del mio quotidiano (che sono anche delle allegorie) che sono appartenuti ad altri, che letteralmente mi costituiscono: «Sono la somma di tutto quello che gli altri mi hanno dato». Museo sentimentale del quale sarei il guardiano. Ogni oggetto, ogni “cosa” ha la sua storia. Allo spettatore di inventarsene una.

 

 

Domenica 3 novembre – ore 15.00 | Proiezione pellicola

Histoire de ma vie racontée par mes photographies (1987, 16mm, 210’)

Senza essere realmente fotografo, Boris Lehman ha fatto e possiede molte foto. La quasi totalità, valutata oggi in qualche centinaio di migliaia, è chiusa in scatole, buste e armadi, al riparo dalla luce e dalla polvere. Immobili, prigioniere di un tempo, sono come morte, o in attesa.  In attesa di essere esposte, o pubblicate, che qualcuno lo chieda. A 50 anni, Boris Lehman decide di farne un film. Ma come mostrare tutto questo? Cosa mostrare?
All’inizio rovistare, aprire le scatole, guardare cosa c’è dentro. Tutta una vita rinchiusa in una scatola? Il passato risorge, si parla di immagini e le immagini ci parlano. Le persone dimenticate o scomparse si mettono a rivivere.

Devo fare dell’ordine nella mia vita? Non posso mostrare solo il mio caos.

Al di là della mia volontà, le foto mi sfuggono, mi sfuggono in ogni momento. Volano via, come aspirate dalla camera forse, chi può dirlo! Non riesco a mostrarle.

Sono con le spalle al muro, e presto impazzirò. Lo so bene.

Vi racconto la mia vita. Non vi racconto la mia vita.

Questa volta vi racconto la mia vita. No, non vi racconto la mia vita, sono gli altri a raccontarmi e io racconto quella degli altri. Io è noi, siamo d’accordo?

 

 

Sabato 2 novembre ore 14.00-23.00 e domenica 3 novembre ore 10-18 | Workshop

A spasso con Boris

Passare il fine settimana con Boris Lehman, filmarsi e fotografarsi con lui entrando così a far parte del mondo lehmaniano (il suo archivio), girovagando per Bologna, mangiando e bevendo assieme, tra una proiezione e l’altra, per passare dei momenti indimenticabili. Non è richiesta alcuna competenza tecnica, non ci saranno carpe da mangiare, ma è garantita l’esperienza umana e artistica.

 

Per un numero limitato di persone.
Per info e iscrizioni: info@homemovies.it

 

Dove: Home Movies -Parri, via Sant’Isaia 18-20