ARCHIVIO APERTO | XI EDIZIONE | Art and Experimental Film
30.11 - 3.12.2018

Una nuova sezione, suddivisa in quattro giornate, a chiusura di Archivio Aperto 2018. Programmi di proiezioni rigorosamente in pellicola (nelle riedizioni a cura di Home Movies e nelle copie d’archivio), installazioni e incontri, per ri-vedere (o vedere per la prima volta) la produzione di artisti e filmmaker tra i più significativi dell’epoca d’oro del Super8 (e degli altri formati ridotti), attivi in un decennio di rotture e rivolgimenti che culminano nell’anno simbolo evocato dal titolo e di cui, non senza ritualismi da cui distaccarsi, si celebra il cinquantennale.

Dalla metà degli anni ‘60 fino alla metà del decennio successivo in Italia un numero crescente di artisti si avvicina al cinema mosso sia dall'esigenza di "uscire dal quadro" che dalla necessità di utilizzare un mezzo dal più alto potenziale comunicativo rispetto alle arti tradizionali. Contemporaneamente filmmaker molto giovani provenienti dal mondo amatoriale compiono sperimentazioni via via sempre più radicali nel segno di un'orgogliosa indipendenza dall'industria del cinema. Due binari paralleli che talvolta si sono incontrati (e scontrati) ma che hanno contribuito entrambi, influenzando, sul lungo periodo, il cinema mainstream, la comunicazione audiovisiva e il sistema dei media. Tuttavia nel complesso si tratta di una produzione ancora oggi perlopiù sconosciuta che, seppur nata nel clima di contestazione generale in cui si era sviluppato anche il cosiddetto cinema militante, si inseriva in un più ampio discorso di cultura visuale, puntando a trasformare lo spettatore in un attore partecipante e cosciente, chiamando in causa i suoi sensi e al contempo la sua capacità di analisi dell'immagine.

Il carattere performativo della proiezione, fortemente connesso al supporto e alla materialità della pellicola e alla presenza/intervento di autori e curatori, sarà al centro della rassegna che presenterà, caso unico nel panorama nazionale contemporaneo, opere e materiali filmici da molto tempo diffusi sporadicamente e solo in versioni video che nella migliore delle ipotesi ne restituiscono in minima parte le qualità estetiche, depotenziandone la percezione e la fruizione. La proposta culturale di Home Movies, rivolgendosi al pubblico e alle istituzioni culturali, intende caratterizzarsi attraverso lo studio, il recupero storico e filologico dei materiali filmici, accompagnati dalla riedizione e dal re-enactement di opere ed esperienze che costituiscono un patrimonio la cui riscoperta può dare un significativo contributo alla riflessione contemporanea.

Uno veloce sguardo al programma e ai fili rossi di questo percorso. Il primo che emerge, evidente, è l’influenza e lo scambio con la cultura visiva statunitense. Dal mitico film di rottura, omaggiato nel titolo della rassegna, Quasi una tangente (1966), girato da un giovanissimo e ribelle Massimo Bacigalupo, che rende dirompente la “lezione” dell’underground americano, ai materiali filmici raccolti a Berkeley da Arnaldo Pomodoro (1968-1970) e al suo film Shaping Negation (1970, realizzato con Francesco Leonetti e Ugo Mulas), fino al ritmo sincopato e visionario delle immagini de La nott'e'l giorno (1976) di Gianni Castagnoli. Sequenze che richiamano Jonas Mekas e Stan Brakhage, esplorando i confini del visibile, sospese come sono tra la bellezza sorprendente del quotidiano, la potenza della luce e il richiamo della notte con le sue ombre, gioiello che dopo oltre quarant'anni si rivela una imprescindibile testimonianza artistica, umana e storica di un'epoca di utopie e distruzioni. Emancipazione dello sguardo nell’opera concettuale ed espansa di Valentina Berardinone, artista che sarà riletta nel quadro della produzione filmica coeva di figure femminili dietro la macchina da presa. Non si può parlare di rivoluzione visuale, immagine e inconscio (tecnologico), senza Franco Vaccari di cui presenteremo — finalmente in versione integrale — un film topico e ctonio, illuminante e precursore, come Nei sotterranei (1966-67). Con il cinema di Fernando De Filippi e Andrea Granchi, invece, sonderemo forme della performance per le quali è essenziale la presenza dell’autore dentro al film o nel momento della proiezione. Di Tonino De Bernardi, figura chiave e il più irriducibile esponente dell’underground italiano, presenteremo in forma installativa Quadrato (1972), film estremo per come mette in questione il concetto del tempo e indaga lo spazio, e geniale per come appare semplice, intimo e famigliare. Come in un frammento di Eraclito, non ci si immerge mai nello stesso fiume di immagini…

Le giornate di Almost 68 sono completate dai focus di approfondimento sulle nuove chiavi di studio e di lettura di questi materiali con un incontro conclusivo sullo stato dell’arte del lavoro sugli archivi filmici di artisti e filmmaker, a partire dalla proposta di Home Movies.

Ci siamo a lungo interrogati sul taglio da dare a Almost 68 e quali film e personalità presentare in questa programmazione. Lontani dal cercare di essere esaustivi e dal pensare di rappresentare un’epoca, ci siamo avvicinati a queste pellicole ritrovate con la consapevolezza del loro valore storico e della necessità di maneggiarle e interrogarle con una cura e un metodo particolari. La rassegna segna la prima tappa di presentazione del progetto Art and Experimental Film. Nato da interessi di studio e percorsi di vita comuni e frutto di una lunga esperienza sul campo, il progetto rappresenta il tentativo di estendere un percorso archivistico e curatoriale di oltre quindici anni, quello di Home Movies, fin dalle origini volto ad allargare i confini del visibile del secolo passato attraverso il cinema privato, amatoriale e inedito e le sue innumerevoli forme, pratiche ed espressioni audiovisive prodotte dal basso.

Jennifer Malvezzi, Mirco Santi, Paolo Simoni

Contatti

Archivio Home Movies
via Sant'Isaia 18
40123 Bologna, Italy
Tel.: (+39) 051 3397243
Email: info@homemovies.it
Web: homemovies.it
Facebook: http://facebook.com/archiviohomemovies

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Ove indicato è richiesta o suggerita la registrazione, da effettuarsi scrivendo a homemovies.archivioaperto@gmail.com o con le modalità riportate sul sito homemovies.it.
Per registrarsi agli appuntamenti, sempre gratuiti, del 10 novembre al MAST si rimanda al sito mast.org.

Opening Quasi un 68

Venerdì 30 novembre - ore 18.30 | Proiezione / Incontro / Installazioni

Opening Quasi un 68 / Almost 68 - Experimental and Art Film

Home Movies - Parri, via Sant’Isaia 18-20

Proiezione di apertura:

Quasi una tangente di Massimo Bacigalupo
Anteprima assoluta dell’edizione curata da Home Movies.
Con la partecipazione di Massimo Bacigalupo.

Quasi una tangente (1966, 16mm da originale 8mm, 33’).
Girato da Massimo Bacigalupo nella primavera del 1966 mentre preparava l'esame di maturità Quasi una tangente è considerato all'unanimità il primo film indipendente italiano, sorta di controparte underground a Prima della rivoluzione e a I pugni in tasca. Lo scarto con questi sta tutto in quel "quasi", che indica l'assenza di un «punto di tangenza» tra l'autore del film e il suo protagonista di cui rifiuta non la condizione esistenziale, ma la soluzione scelta per fuggire dalla realtà. «Nel tentativo di«ordinare il disordine» disse all'epoca Bacigalupo «ho scelto la soggettiva senza soluzione di continuità tentando di far capire a chi guarda che le mani che trafficano intorno al fornello a gas potrebbero essere le sue... ». Vincitore del primo premio al Festival di Montecatini, il film è qui presentato nella riedizione in 16mm curata da Home Movies.

Prenotazione gratuita consigliata. Sarà data precedenza ai nominativi registrati.

Installazioni:

More 68
(video da 8mm, Super8 e 16mm).

Un ponte tra l’Italia e la California nelle immagini completamente inedite degli anni a Berkeley di Arnaldo Pomodoro (1968-1970): la documentazione del lavoro d’artista, gli esperimenti visivi, la vita nel campus nell’epoca del Free Speech Movement tra le lotte per i diritti civili e gli Hare Krishna, la critica al potere incarnato da un Nixon ridotto a icona pop. In queste pellicole ritrovate, e presentate qui per la prima volta, si coglie l’entusiasmo e la passione di un’America libera. In collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Il quadrato. Definizione di spazio // Tonino De Bernardi
(1971-1972, installazione video da 8mm).

Eterno ritorno nello spazio di una casa di campagna. La ricostruzione di un film senza inizio e senza fine, che sfida il tempo cinematografico e della vita. Proiettato pochissime volte, Il quadrato ha un ruolo particolare nel contesto del cinema indipendente all’inizio degli anni ‘70: frammentario e intimo mette in discussione l’idea stessa di film come oggetto pubblicamente fruibile, interrogandosi sul senso delle cose. Le sequenze, da qualunque parte le si cominci a vedere, sembrano tornare al punto di partenza: le immagini dell’aia della casa di Casalborgone, una culla, una bambina in fasce, un’aula scolastica delle scuole elementari. Ricostruire e presentare oggi quest’opera affascinante, che definisce lo spazio ma non il tempo e che in qualche misura sfugge anche al suo stesso autore, è stata una sfida. Delle cinque bobine che compongono Il quadrato, infatti, non si conosce più (o forse, non si è mai davvero stabilito) la sequenza “naturale” di proiezione. Non è quindi importante l’ordine di visione, ma lo spazio. Un quadrato dentro il film e un dispositivo spaziale di quattro lati che lo contiene, ma senza rinchiuderlo. Scompaginate in ordine sparso, le immagini sulle pareti accolgono il visitatore senza avvolgerlo completamente, restituendo emblematicamente i frammenti di una storia sempre e ancora aperta...

Loop Test
Prove di stampa in 16mm.
Proiezione continua di sequenze sperimentali ristampate in pellicola da Home Movies.

Le installazioni resteranno attive nei seguenti giorni e orari: Sabato 1 e domenica 2 dicembre, ore 11.00-20.00.

Silent Invasion

Venerdì 30 novembre - ore 21.30 | Proiezione

Silent Invasion // Valentina Berardinone

Galleria d'Arte de' Foscherari, via Castiglione 2/b

Strettamente legati alla coeva ricerca plastica e grafica dell’artista, questa selezione dei primi film di Valentina Berardinone verte sull’immagine della scala intesa come “dispositivo” del potere. Su di essa colano inquietanti sostanze brune, vischiose, che travolgono i gradini in un incessante accadere senza fine (no end), come in Silent Invasion, film-manifesto in cui inizio e fine coincidono in una metafora di un sistema socio-politico inesorabile, che esclude vie di fuga. Da Letture n.3 in poi la scala diviene una vera e propria prigione, che intrappola l’individuo, il cui volto è infatti negato alla vista: emergono solo le mani — sempre operose e salvifiche — una della quale nel finale si chiude in un pugno. Divenuta «meccanica», in Urbana la scala vomita implacabile e ordinata gli uomini-fantasmi schiacciati dalla routine cittadina. Una mano (non a caso sempre quella dell’artista) pulisce continuamente un vetro nel tentativo di “fare luce”, mentre un corteo di operai scende in sciopero per le strade.

In programma Silent Invasion (1971, 16mm - vintage print, 14’); Letture n. 3 (1972-1973, Super 8 - vintage print, 12'); Urbana (1973, Super 8 - vintage print, 14')

Interviene Vittorio Boarini.

Prenotazione gratuita consigliata. Sarà data precedenza ai nominativi registrati.

Visione

Sabato 1 dicembre - ore 11.00 | Incontro

Visione (sostantivo femminile singolare)

Biblioteca Italiana delle Donne, via del Piombo 5

Una mattina tutta dedicata alle donne dietro (e davanti) alla macchina da presa. Una rivoluzione visuale che passa anche (e soprattutto) attraverso lo sguardo delle filmmaker, delle artiste e delle cineamatrici che in quegli anni si afferma, finalmente, con forza. Un incontro per discutere insieme con tre giovani ricercatrici sulla pratica del riprendere e del riprendersi, strumento di indagine del mondo esterno quanto del proprio universo interiore ma anche metodo politico di autoanalisi e scoperta del sé. Verranno presentati alcuni spezzoni provenienti dal Fondo Ines Pignatelli e alcune sequenze dal film di Valentina Berardinone A vista d’occhio.

Intervengono Jennifer Malvezzi, Giulia Simi e Lucia Tralli.

Lettere da Berkeley

Sabato 1 dicembre - ore 16.00 Incontro/ Proiezione

Lettere da Berkeley (1968-1970) - Immagini filmiche dall’archivio di Arnaldo Pomodoro

Home Movies - Parri, via Sant’Isaia 18-20

Nell’archivio di Arnaldo Pomodoro sono state trovate immagini sorprendenti, collegate al periodo dell’artista in California, all’ambiente universitario, alle contestazioni e alla produzione di cinema sperimentale della west coast. Come collocare le splendide immagini 16mm girate dal misterioso Roger Williams e l’anonimo Super8 intitolato Nixon? Queste immagini, ancora tutte da indagare sono state utilizzate per l’installazione More 68. Pomodoro a Berkeley tiene lezioni e laboratori sulla scultura, ripresi in un intenso 16mm in bianco e nero. Qui incontra altri artisti che insegnano in quella università, tra cui gli scultori Harold Paris e Peter Voulkos. In uno dei frequenti soggiorni negli Stati Uniti, lo raggiunge l’amico Michelangelo Antonioni che sceglie alcune comparse tra i suoi allievi per la mitica scena di Zabriskie point girata nella Death Valley. La visione di quello straordinario spettacolo naturale colpisce profondamente l’artista e lascia un segno sul suo lavoro, come si evince dalle lettere scritte tra il 1967 e il 1969 e pubblicate sulle rivista Che Fare: bollettino di critica e di azione d’Avanguardia. Dello stesso periodo è anche il progetto Shaping Negation, presentato nel corso della rassegna.

I curatori di Almost 68 e del progetto Art and Experimental Film incontrano il pubblico.

In programma: una selezione di pellicole d’archivio. In collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Nei sotterranei

Sabato 1 dicembre - ore 18.00 Incontro/ Proiezione

Nei sotterranei // Franco Vaccari

P420 Galleria d’Arte, via Azzo Gardino 9

Poesia anonima, poesia trovata, sui muri in strada, nei cessi pubblici, nei luoghi abbandonati. Ovunque, dappertutto. Per realizzare il suo primo film, Franco Vaccari attinge a una parte del materiale fotografico del suo libro Le Tracce (1966), ri-filmando le immagini animate dalla luce che si riflette sulla loro superficie. Muovendo dalla poesia visiva verso un linguaggio più personale, questo film rivela già, in nuce, temi e modi che saranno centrali nel percorso artistico di Vaccari: il costante confronto tra testo e immagine, la dissoluzione dell'autore in forme collettive di creatività diffusa, l'immagine meccanica come segno del reale e non come sua mera rappresentazione.

In programma: Nei sotterranei (1966-67, 16mm, 12’).
Anteprima assoluta dell’edizione curata da Home Movies.

Con la partecipazione di Franco Vaccari.

Prenotazione gratuita consigliata. Sarà data precedenza ai nominativi registrati.

La nott'e'l giorno

Sabato 1 dicembre - ore 21.30 Proiezione

La nott'e'l giorno // Gianni Castagnoli

Raum, via Ca' Selvatica 4/d

Capolavoro dimenticato, La nott'e'l giorno di Gianni Castagnoli (1946-2007) è il frutto di un montaggio ossessivo, frenetico, di riprese in Super8 girate in condizioni di luce estreme, ai limiti della visibilità, tra il 1973 e il 1976. Nel ritmo allucinato delle immagini, rapido con alcuni improvvisi rallentamenti, nell'ossessione del dettaglio ma anche nell'opposta insistenza del campo lungo, si condensano le esperienze intime dell’artista e della sua compagna, la poetessa Patrizia Vicinelli, protagonista insieme a Castagnoli di questo straordinario viaggio. Un cammino di vita che parte dalla loro città, Bologna e si estende dall'Europa all'America, fino all'Africa. Spazio e tempo si fondono in uno sguardo che sfugge i contorni, lambisce i bordi delle finestre e passa attraverso vetri deformanti in un gioco continuo di cornici. La musica composta per il film da Alvin Curran entra in simbiosi con le sequenze, esalta l'intimità di un diario che diviene universale come trascrizione lirica di sensazioni, tensioni e caos. Un critico autorevole come Alberto Farassino scrisse del film di Castagnoli: "La nott'e'l giorno è il film più minuziosamente e magistralmente montato di tutto il cinema italiano, in un reticolo di accostamenti fra forme, luci, gesti atmosfere e figurazioni di vibrazioni catturate in tempi e luoghi diversi".

In programma: La nott'e'l giorno (1973-76, 16mm da originale Super8 con sonoro separato su banda magnetica 1/4" , 45’).

Anteprima assoluta dell’edizione curata da Home Movies.

Prenotazione gratuita consigliata. Sarà data precedenza ai nominativi registrati.

Utopie e distruzioni

Domenica 2 dicembre - ore 11.00 | Incontro

Utopie e distruzioni (1966-1976)

Home Movies - Parri, via Sant’Isaia 18-20

Il decennio che proponiamo è trasversale: si apre con Revolver dei Beatles (la scoperta dell’India e dell’Altro) e l’alluvione di Firenze, che segna secondo alcuni un pre-68 con tanti ragazzi da tutto il mondo mobilitati e riuniti per una causa e con una nuova coscienza: salvare una città simbolo dell’arte e dell’umanesimo, e quindi dell’umanità intera. Alla periferia “di tutto” Bacigalupo realizza un film dirompente come Quasi una tangente. Pochi lo vedono ma è un segno evidente: la provincia d’Italia ha ormai un respiro internazionale. Da qui, nel corso di un decennio, si assiste alla deflagrazione del “mondo tradizionale” con la caduta di molte certezze e tante nuove conquiste. Tra i protagonisti che si affacciano in questo arco di tempo la droga, e in particolare l’eroina, compagna di vita degli artisti de La nott'e'l giorno e incubo per più di una generazione.

Incontro con la storica Vanessa Roghi e gli artisti Fernando De Filippi e Andrea Granchi.

Shaping Negation

Domenica 2 dicembre - ore 16.00 | Proiezione

Shaping Negation // Arnaldo Pomodoro, Francesco Leonetti, Ugo Mulas

MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14

Un film autoironico sulle sculture di Arnaldo Pomodoro e sull’arte come “merce”. Girato con Francesco Leonetti e Ugo Mulas, la pellicola era inizialmente destinata alle gallerie statunitensi, ma a differenza di molte pratiche di registrazione delle immagini artistiche dell’epoca il film non documenta (e nemmeno finge di mostrare) il lavoro manuale dell’artista, ma tenta di astrarne criticamente il significato. Ogni riferimento al periodo presente nel film non è quindi contenutistico, ma simbolico. Non si vedono studenti in piazza, né l'iconografia politica…. ma le colonne trionfalistiche “del potere” vengono infine “spaccate” in due sculture e l'asta di misurazione (rossa) viene infine imbracciata dall’artista come fucile. In collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro.

In programma: Shaping Negation / La forma negativa (1970, 16mm - vintage print, 21').

Partecipa Bitta Leonetti (Fondazione Arnaldo Pomodoro).

La rivoluzione privata

Domenica 2 dicembre - ore 17.00 | Proiezione / Incontro

La rivoluzione privata (rewind) // Fernando De Filippi

MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14

Il complesso rapporto con l'ideologia è il tema dominante dell'arte di Fernando De Filippi per tutti gli anni '70 e, di riflesso, della sua coeva produzione filmica. L'immagine di Lenin da icona pop protagonista dei suoi dipinti diventa icona privata, quando l’artista se ne appropria, letteralmente sostituendosi ad essa. Il processo di ‘sostituzione’ immortalato nell'omonimo film è parte di un rituale irreversibile, compiuto nel tentativo di azzerare la propria identità nel nome di un'ideale, un tema che ritorna in Introspezione, azione simbolico-concettuale incentrata sull'impossibilità dell'artista di auto-identificarsi se non in chiave introspettiva. A completare questa critica ai miti della comunicazione e della visibilità intesi come forme di conoscenza il trittico composto da Rosso, Slogan I e Slogan II, quest'ultimo girato nel 1977 all'esterno della Galleria d'Arte Moderna di Bologna.

In programma: Sostituzione (1974, Super 8 -vintage print, 12'); Introspezione (1975, Super 8 - vintage print, 6'); Rosso (1975, Super 8 - vintage print, 3'); Slogan I (1976, Super 8 - vintage print, 7'); Slogan II (1977, Super 8 - vintage print, 4').

Con la partecipazione di Fernando De Filippi.

La mano dell’occhio

Domenica 2 dicembre - ore 21.30 | Proiezione / Incontro

La mano dell’occhio // Andrea Granchi

Raum, via Ca' Selvatica 4/d

Protagonista del cinema d’artista italiano degli anni Settanta, ambito nel quale ha anche scritto testi critici e curato rassegne sia in Italia che all'estero, Andrea Granchi gira, tra la fine degli anni '60 e i primi '70 una serie di ironici film in Super 8. Il primo dei film qui presentati Cosa succede in periferia? è un divertissement dissacratorio realizzato a passo-uno nel quale celebri capolavori del passato vengono sovvertiti dall'intrusione di elementi della contemporaneità. Il Giovane Rottame è un racconto fittizio, caricaturale, che alterna vere memorie familiari, “felici iconografie dell'infanzia” a una serie di immagini ‘presunte’, che attestano il progressivo disfacimento del personaggio, interpretato dallo stesso Granchi. Alle proiezioni in Super 8 seguirà la proiezione in 16mm di Morte del movimento, un film che chiama in causa l’attenzione del pubblico per un’improvvisazione del sonoro.

In programma: Cosa succede in periferia? (1971, Super 8 - vintage print, 16’); Il giovane rottame (1972, Super 8 - vintage print, 25’); Morte del movimento (1974, 16mm - vintage print, 6’).

Con la partecipazione di Andrea Granchi.

Art and Experimental Film

Lunedì 3 dicembre - ore 10.00 | Incontro

Art and Experimental Film. Pratiche di restauro e curatela

Cineteca di Bologna - Sala Cervi, via Riva di Reno 72

A conclusione della rassegna una mattina dedicata alle pratiche di archiviazione, restauro e curatela delle collezioni filmiche di cineasti sperimentali e artisti. Saranno presentati lo stato dell’arte del lavoro di Home Movies sugli archivi degli autori in rassegna e di altri incontrati nel suo percorso (Gianfranco Brebbia, Nato Frascà e Ugo Locatelli), un focus sulla presenza di film sperimentali nel fondo della Corona Cinematografica (Cineteca di Bologna) e un progetto di valorizzazione dell’archivio di Sirio Luginbühl. Seguirà una tavola rotonda che a partire dai temi proposti potrà allargarsi al confronto con altri casi presenti nel panorama italiano.
L'appuntamento è rivolto principalmente a studiosi, restauratori, archivisti e curatori.

Intervengono Mirco Santi e Paolo Simoni (Archivio Home Movies), Jennifer Malvezzi (Università di Parma); Andrea Meneghelli (Cineteca di Bologna); Lisa Parolo (Università di Udine).

A seguire tavola rotonda conclusiva.